Le recenti normative sulla tracciabilità del settore biologico in Italia hanno sollevato vivaci polemiche tra gli agricoltori e le associazioni di categoria. Mentre si punta a garantire maggiore trasparenza per i consumatori, le nuove regole rischiano di complicare eccessivamente le procedure, danneggiando le imprese più piccole. Coldiretti Alessandria denuncia un sistema burocratico che potrebbe frenare lo sviluppo del comparto biologico, richiedendo un’attenta riflessione sulla direzione da prendere.
Le sfide di un sistema di tracciabilità complesso
Il settore biologico italiano si trova oggi di fronte a una svolta normativa importante, introdotta dal decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 agosto 2025. Questo nuovo quadro normativo si basa sull’implementazione di un sistema di tracciabilità digitale chiamato “BioTrac”, che dovrebbe rappresentare un passo avanti verso una maggiore trasparenza e sicurezza alimentare. Tuttavia,la realtà si presenta ben diversa,con Coldiretti alessandria che denuncia un carico burocratico crescente e una serie di ostacoli amministrativi che rischiano di ostacolare l’operatività quotidiana delle imprese agricole.
La principale critica riguarda la complessità del sistema, che richiede agli agricoltori di adottare nuove procedure di inserimento dati e di gestione delle certificazioni, spesso senza un’adeguata formazione o supporto tecnico. Questo si traduce in un peso amministrativo che, secondo gli esperti del settore, potrebbe scoraggiare soprattutto le aziende più piccole, che già devono affrontare molteplici sfide legate alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti biologici. La mancanza di una visione strategica condivisa tra i vari soggetti coinvolti rende il sistema poco efficace e, anzi, rischia di creare un doppione di sforzi e un aumento dei costi.
La necessità di equilibrio tra trasparenza e semplificazione
Per Coldiretti, la trasparenza è un elemento imprescindibile per valorizzare il lavoro degli agricoltori e garantire ai consumatori una piena conoscenza dell’origine e della storia del prodotto biologico. Tuttavia, questa esigenza di chiarezza non può giustificare un sistema così complesso e oneroso che rischia di frenare la crescita del comparto. Il presidente Mauro Bianco sottolinea che soluzioni tecnologiche devono essere sviluppate con una visione integrata, coinvolgendo tutti gli attori della filiera e puntando a semplificare le procedure invece di complicarle.
Il rischio, evidenziato dall’associazione, è che un eccesso di oneri amministrativi finisca per allontanare molte imprese dal settore biologico, con effetti negativi sulla qualità e sulla sostenibilità dell’intera filiera. La semplice tracciabilità deve essere il punto di partenza per un sistema affidabile e accessibile, non un ulteriore ostacolo che limita l’innovazione e la competitività.
Il quadro normativo e le criticità attuali
Il nuovo sistema di tracciabilità nasce dall’articolo 21 del decreto legislativo 148/2023, che ha istituito due diversi meccanismi di controllo per il settore biologico. Questa doppia modalità ha generato una confusione normativa che rende difficile per gli operatori comprendere appieno le regole del gioco. Coldiretti evidenzia come l’attuale articolazione dei meccanismi manchi di una visione strategica complessiva, creando un quadro frammentato e poco coerente.
il sistema informativo centrale, denominato “Sistema Informativo per il Biologico”, è attualmente in fase di revisione e si prevede che nei prossimi 180 giorni saranno sviluppate le piattaforme necessarie per rendere operativa questa riforma. Tuttavia, questa tempistica stretta e la mancanza di una progettazione condivisa rischiano di compromettere l’efficacia dell’intero processo, lasciando gli operatori senza strumenti adeguati per adattarsi alle nuove regole.
In questo contesto, le imprese più piccole si trovano in grande difficoltà, poiché devono affrontare un sistema che richiede competenze tecniche e risorse finanziarie spesso non disponibili. La sensazione è che si stia creando un barriera più che un’agevolazione, con il rischio di ridurre drasticamente il numero di aziende coinvolte nel biologico e di compromettere così la crescita sostenibile del settore.
Le ripercussioni sul settore e le proposte di Coldiretti
Secondo il direttore di Coldiretti Alessandria, Roberto bianco, l’attuale impostazione del sistema di tracciabilità rischia di allontanare molte aziende agricole dal settore biologico, penalizzando in particolare le imprese più piccole e meno strutturate. La sua analisi mette in evidenza come la semplicità delle procedure e la chiarezza normativa siano condizioni fondamentali per favorire la crescita e l’innovazione.
- Semplificazione amministrativa: ridurre gli oneri burocratici per favorire l’accesso e la permanenza nel settore.
- Integrazione delle piattaforme: sviluppare sistemi informativi condivisi e facilmente accessibili,che facilitino la gestione della tracciabilità.
- Formazione e supporto tecnico: accompagnare gli agricoltori nell’adozione delle nuove tecnologie e procedure.
- Coinvolgimento degli attori: creare un dialogo costante tra istituzioni, associazioni e operatori per migliorare le normative e le pratiche sul campo.
Solo attraverso un approccio equilibrato, che combini trasparenza e semplificazione, il settore biologico potrà continuare a rappresentare un punto di eccellenza dell’agricoltura italiana, sostenendo la sostenibilità e la qualità dei prodotti, e rispondendo alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
Una sfida che richiede visione e concretezza
le nuove regole sulla tracciabilità del biologico rappresentano un banco di prova importante per il settore agricolo italiano. Se da un lato la transparenza e la sicurezza alimentare sono obiettivi fondamentali,dall’altro è evidente come l’approccio adottato debba essere più mirato e disegnato con attenzione alle reali esigenze degli operatori. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra controllo e semplicità, garantendo che le innovazioni tecnologiche siano strumenti di crescita e non di ostacolo.
Solo con una strategia condivisa, che coinvolga tutti i soggetti della filiera e che preveda un’efficace formazione e supporto, il settore biologico potrà continuare a essere un pilastro dell’agricoltura sostenibile, rispondendo alle aspettative di consumatori sempre più attenti e consapevoli.






