le nuove regole sulla tracciabilità del settore biologico, introdotte recentemente dal governo, stanno suscitando un acceso dibattito tra gli attori principali del comparto. Coldiretti Alessandria mette in discussione la complessità e l’efficacia del sistema “BioTrac”, ritenendolo un ostacolo allo sviluppo. La questione riguarda non solo la burocrazia, ma anche la chiarezza normativa e la sostenibilità del settore.
Il nuovo paradigma della tracciabilità: tra innovazione e ostacoli
Il settore del biologico rappresenta una delle colonne portanti dell’agricoltura moderna, fondamentale per garantire qualità, sostenibilità e trasparenza ai consumatori. Tuttavia, le recenti normative introdotte dal decreto ministeriale del 2025, che ha istituito il sistema “BioTrac”, rischiano di complicare il quadro complessivo senza apportare benefici tangibili. Questo sistema informatico, che si basa su un meccanismo di tracciabilità digitale, si inserisce in un contesto normativo più ampio, caratterizzato da una revisione del Sistema Informativo per il Biologico.La mancanza di una visione strategica complessiva e la presenza di meccanismi confusi rischiano di creare un vero e proprio peso amministrativo per le imprese agricole, soprattutto quelle di piccole dimensioni, che già affrontano sfide quotidiane legate alla competitività e alla sostenibilità economica. Coldiretti Alessandria evidenzia come questa complessità possa portare a una diminuzione della fiducia nel sistema e, di conseguenza, a una perdita di credibilità del comparto biologico, che invece necessita di strumenti semplici ed efficaci per valorizzare il lavoro degli agricoltori e garantire originalità e tracciabilità del prodotto.
Le criticità di “BioTrac”: una burocrazia che blocca l’innovazione
Il sistema “BioTrac” nasce dall’articolo 21 del decreto legislativo 148/2023,che ha previsto due diversi meccanismi di tracciabilità per il settore biologico. Tuttavia, Coldiretti sottolinea che questa doppia modalità genera confusione e difficoltà operative, senza offrire una visione strategica unitaria. La piattaforma dovrebbe essere sviluppata entro 180 giorni,ma il suo funzionamento rischia di essere ancora più complesso a causa della fase di revisione del Sistema Informativo per il Biologico,che dovrebbe diventare il punto di riferimento centrale. Questa tempistica stretta e la volontà di evitare maggiori oneri per lo Stato pongono le aziende di fronte a un’incertezza che potrebbe compromettere la continuità e la trasparenza delle pratiche di produzione biologica. La mancanza di chiarezza normativa e l’eccesso di oneri amministrativi sono visti come fattori che allontanano molte imprese, in particolare le più piccole, dal settore, creando un ciclo vizioso di sovraccarico burocratico e ridotta competitività.
Le richieste del settore: semplificazione e innovazione
per Coldiretti, la strada verso un settore biologico sostenibile passa attraverso una semplice e chiara normativa, che favorisca la trasparenza senza appesantire le imprese con procedure complesse. La semplificazione rappresenta il fattore chiave per favorire l’adesione di più agricoltori a pratiche biologiche, contribuendo così a un mercato più robusto e credibile. In questa direzione, l’adozione di sistemi informativi integrati e efficaci deve essere accompagnata da una visione strategica che coinvolga tutti gli attori del settore, dai produttori ai controllori, fino ai consumatori. Solo in questo modo si potrà garantire una verifica reale delle origine e storia dei prodotti biologici, rafforzando la fiducia nel marchio e nel sistema di certificazione. Coldiretti insiste sulla necessità di ridurre gli oneri amministrativi, puntando su strumenti digitali che siano facili da usare e adatti alle esigenze di tutte le imprese, inclusi i piccoli produttori, che costituiscono il cuore pulsante di questa filiera.
Le prospettive future e le sfide da affrontare
Il settore biologico si trova oggi di fronte a una cruciale sfida: come bilanciare trasparenza, innovazione e semplificazione per sostenere la crescita e la competitività. La recente normativa rappresenta un tentativo di rafforzare il sistema di tracciabilità, ma rischia di rimanere un mero esercizio burocratico se non accompagnata da strumenti pratici e sistemi efficaci. La vera sfida consiste nel creare un quadro normativo che sia chiaro, snello e adattabile alle diverse realtà agricole, promuovendo strumenti digitali intuitivi e integrati. Solo così si potrà evitare che la burocrazia diventi un ostacolo e non un alleato nella tutela del produttore e del consumatore.La strada verso un sistema di tracciabilità efficiente richiede un impegno condiviso, una visione strategica e una volontà politica di investire in tecnologie che siano semplici, trasparenti e sostenibili nel lungo termine.
Conclusioni: tra esigenze di trasparenza e semplificazione
Il dibattito sulla tracciabilità del settore biologico evidenzia come sia fondamentale trovare un equilibrio tra trasparenza, innovazione e semplificazione delle procedure. Le nuove normative sono un passo importante, ma devono essere accompagnate da strumenti pratici che facilitino il lavoro degli agricoltori, senza appesantirli di oneri inutili. solo attraverso una visione condivisa e innovativa si potrà garantire un futuro sostenibile al comparto, rafforzando la fiducia dei consumatori e valorizzando il lavoro di chi produce il biologico con passione e competenza. La sfida consiste nel creare un sistema trasparente, efficace e facile da gestire, che rappresenti un vero valore aggiunto per tutta la filiera.






