Un innovativo esoscheletro,frutto di un brevetto sviluppato al Politecnico di Milano,sta rivoluzionando il settore industriale e logistico. Con un sistema ibrido di tecnologia elettrica e meccanica a molla, promette di alleggerire il lavoro ripetitivo e migliorare la sicurezza sul campo. Un progetto che unisce ricerca accademica e imprenditorialità, con potenzialità di vasta portata.
La nascita di un’innovazione: dall’università al mercato
Il percorso che ha portato alla creazione di questo esoscheletro inizia nel cuore del Politecnico di Milano, dove nel 2017 un progetto di ricerca ha messo in luce le potenzialità di sviluppare dispositivi indossabili per applicazioni biomedicali e, successivamente, industriali. La sfida era quella di creare un sistema che fosse sia leggero che efficiente, capace di assistere gli operatori durante le attività ripetitive e gravose. Da questa esigenza nasce il brevetto, depositato nel 2019, che ha segnato il passo per la nascita di una startup: Agade. La società ha subito attratto l’attenzione di investitori, grazie anche a un primo round di finanziamento di 500mila euro, e ha iniziato a sviluppare concretamente il suo prodotto, chiamato Agadexo.
Il cuore tecnologico: una fusione tra motore e molla
Il vero segreto dell’esoscheletro risiede nella sua tecnologia ibrida: un sistema che combina un motore di piccole dimensioni con una molla meccanica, lavorando in perfetta sinergia. Questo approccio innovativo permette di minimizzare il peso, riducendo la necessità di grandi batterie e abbattendo i costi di produzione. La presenza di un motore compatto e di una molla consente di offrire un supporto naturale e fluido, che alleggerisce le operazioni di sollevamento senza compromettere la maneggevolezza. La progettazione di questo sistema, perfezionata nel nuovo stabilimento di Certosa, si basa anche su dettagli tecnici come il ciclo continuo dei motori che azionano la molla, garantendo un funzionamento costante e robusto.
Da ricerca accademica a applicazioni pratiche
Il progetto di Agade ha radici profonde nella ricerca universitaria, nata come soluzione per i malati di distrofia muscolare.Tuttavia, grazie alla visione dei ricercatori e alla capacità di adattare la tecnologia ai bisogni industriali, il progetto si è evoluto rapidamente. La collaborazione tra studenti, ricercatori e professori ha portato alla creazione di un brevetto e, successivamente, alla costituzione di una startup con l’obiettivo di portare sul mercato un dispositivo realmente efficace. La fase di prototipazione ha visto il coinvolgimento di importanti aziende partner e l’esecuzione di test in ambienti reali, come linee di produzione e magazzini, confermando l’efficacia del prodotto nel migliorare le condizioni di lavoro.
Risultati concreti e primi successi sul campo
I test sul campo hanno evidenziato come Agadexo si adatti perfettamente alle esigenze di logistica e produzione industriale. La sua leggerezza (5,5 chili rispetto agli 8 dei concorrenti) e la durata della batteria (fino a otto ore) rappresentano un significativo passo avanti, consentendo agli operatori di effettuare fino a 40 sollevamenti al minuto senza eccessivo affaticamento. La riduzione dello sforzo di sollevamento di circa 9 chili rende il lavoro meno stancante e pericoloso, contribuendo a diminuire il rischio di infortuni e migliorare le condizioni di lavoro.Le aziende come Clo servizi logistici e Brembo hanno già sperimentato con successo il dispositivo,contribuendo ai miglioramenti tecnici e all’affinamento del prodotto.
verso un futuro interconnesso e più sostenibile
Le prospettive di sviluppo di Agadexo sono ambiziose. A partire dal 2024, il prodotto evolverà in una versione interconnessa, capace di dialogare con l’ambiente di lavoro e raccogliere dati utili per ottimizzare i processi produttivi. Questo passo rappresenta un elemento chiave per la digitalizzazione delle industrie, creando un ecosistema di dispositivi indossabili che migliorano efficienza e sicurezza. La progettazione di un esoscheletro per il bacino, previsto per il 2025, mira invece a ridurre ulteriormente il carico sulla parte inferiore del corpo, aumentando il comfort e la sicurezza degli operatori anche nelle attività più impegnative. La fase di industrializzazione del prodotto, prevista per la fine dell’anno, vedrà l’adozione di partner specializzati, garantendo qualità e scalabilità.
Un impatto che va oltre l’industria
Il progetto Agade rappresenta molto più di un semplice dispositivo di supporto: incarna un modello di innovazione radicato nel pensiero sostenibile e nel miglioramento della qualità della vita lavorativa. La sua capacità di ridurre lo sforzo fisico e di migliorare le condizioni di lavoro può avere ripercussioni significative anche sul benessere dei lavoratori e sulla prevenzione degli infortuni. Inoltre, questa tecnologia apre nuove strade per la robotica collaborativa e la cyber security industriale, creando un ecosistema di strumenti intelligenti che integrano automazione e interfacce uomo-macchina. È evidente che questa innovazione può contribuire a una crescita sostenibile e a un rafforzamento della competitività industriale italiana.
Conclusioni: un passo avanti verso il futuro del lavoro
Il successo di Agade e del suo esoscheletro Agadexo dimostra come la sinergia tra ricerca accademica, innovazione tecnologica e imprenditorialità possa portare a risultati concreti e di grande impatto. La capacità di un sistema ibrido, che combina meccanica ed elettronica, di rispondere alle esigenze di un mercato in rapida evoluzione, rappresenta un esempio di come si possa trasformare la ricerca in valore reale. Guardando avanti, è probabile che questa tecnologia possa estendersi anche ad altri settori, contribuendo a creare un ambiente di lavoro più sicuro, più efficiente e più sostenibile per tutti. La sfida ora è quella di accompagnare questa innovazione verso una diffusione capillare,affinché possa davvero cambiare il volto delle industrie italiane e internazionali.






